Il Tembaine Desert Rally ancora una volta si ferma dove la solidarietà è l’unica risorsa
Alle porte del Sahara tunisino, tra le palme e le dune che separano Kebili da Douz, c’è un piccolo villaggio di nome Jemna. Qui, ogni mattina dal lunedì al venerdì, 64 tra bambini e adolescenti con disabilità mentale varcano la soglia di un centro che per loro è molto più di un luogo di accoglienza: è uno spazio in cui essere visti, ascoltati, accompagnati. Un posto dove nessuno è lasciato indietro.
Arrivano da Jemna, da Douz, da Kebili, da El Faouar. Portano con sé fragilità che in molte famiglie del sud tunisino sono ancora difficili da affrontare da soli. E trovano ad attenderli persone che hanno scelto di esserci: volontari che donano il loro tempo, ogni giorno, senza chiedere nulla in cambio. Solo due maestre ricevono uno stipendio dallo Stato. Tutto il resto, dal materiale didattico al cibo, dalla manutenzione alla cura quotidiana, si regge su una sola cosa: la generosità degli abitanti di queste quattro dei vicini paesi e villaggi cittadine, che non hanno mai smesso di considerare questi ragazzi figli di tutta la comunità.
Ma la buona volontà, da sola, non basta a riempire un piatto
È qui che entrano in scena gli organizzatori del Tembaine Desert Rally. Dopo l’esperienza positiva dell’anno scorso, quando hanno sostenuto ben tre progetti tra salute, creazione d’impresa e sostegno all’infanzia hanno deciso di non fermarsi e di lasciare, anche nel 2026, una traccia indelebile del passaggio della gara in Tunisia. A novembre i concorrenti faranno tappa proprio a Jemna. Non per una semplice sosta tra una prova e l’altra, ma per vedere con i propri occhi il risultato di una scelta precisa: il Tembaine Desert Rally ha infatti deciso di finanziare l’allestimento di una cucina attrezzata per il centro, capace di preparare e servire ogni giorno pasti caldi ai giovani ospiti. Un intervento concreto, pensato per rispondere a un bisogno reale e quotidiano, che trasforma la buona volontà degli operatori in un servizio stabile e duraturo.
L’iniziativa nasce da un’idea semplice e profonda: restituire alla Tunisia una parte di ciò che il Paese offre ogni anno al rally. Le sue piste, i suoi paesaggi, l’accoglienza delle comunità che gli atleti incontrano lungo il percorso sono l’anima stessa della gara. Per gli organizzatori del Tembaine Desert Rally, correre nel deserto significa anche assumersi una responsabilità verso chi quel deserto lo abita.
Bambini nel Deserto desidera aprire a tutti coloro che vorranno condividerla. Un pasto sicuro non è poca cosa. Per un bambino con disabilità, spesso proveniente da una famiglia in difficoltà, significa nutrimento, regolarità, energia per imparare e per stare con gli altri. Significa anche alleggerire il peso che grava sulle famiglie e sui volontari, permettendo al centro di dedicare più forze a ciò che sa fare meglio: prendersi cura.
Il deserto insegna che nessuno attraversa la sabbia da solo.
Gli atleti del Tembaine lo sanno bene, gli abitanti di Jemna lo sanno da sempre. Ora tocca anche a noi.
Il Tembaine Desert Rally ha tracciato la rotta
Ci piacerebbe che lungo questa pista si unissero altri compagni di viaggio: amici, sostenitori e donatori di Bambini nel Deserto che vogliano mettere il proprio contributo accanto a quello degli organizzatori. Ogni donazione, anche piccola, diventerà una pentola e delle stoviglie in più per i ragazzi di Jemna. Unisciti a noi. Aiutaci a portare a tavola, ogni giorno, la dignità che questi bambini meritano.
Classificazione del progetto
Settori di intervento (codici OCSE-DAC):
• 11220 — Educazione primaria (100%)
Obiettivi di Sviluppo Sostenibile — Agenda 2030:
Obiettivo 3 — Salute e benessere Obiettivo 10 — Ridurre le disuguaglianze