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Cosa si intende per esaminare le domande d’asilo off shore?

  • Autore: Bambini nel Deserto
  • Written: 01/31/2024

#FacciamociDelleDomande

I conflitti in corso in diverse regioni del mondo, come nella Striscia di Gaza, in Ucraina, in Sudan, in Birmania e nella Repubblica Democratica del Congo, continueranno purtroppo a generare un numero crescente di sfollati interni e profughi anche nell’anno a venire. Le crisi umanitarie causate da queste situazioni conflittuali sono destinate a perdurare, imponendo sfide sempre più complesse alla comunità internazionale.

Nella Striscia di Gaza, l’instabilità persiste a causa del conflitto israelo-palestinese, influenzando pesantemente le condizioni socio-economiche della popolazione. Le restrizioni all’accesso umanitario e le difficoltà economiche aggravano la situazione, rendendo difficile per la popolazione locale soddisfare i bisogni di base.

In Ucraina, le tensioni geopolitiche e il conflitto in corso nel Donbass hanno portato a una significativa precarietà socio-economica. Le comunità colpite affrontano sfide legate all’accesso a risorse fondamentali e all’instabilità economica, con un impatto notevole sulla qualità della vita.

Il Sudan, segnato da conflitti interni e la separazione del Sud Sudan nel 2011, si trova in una fase di transizione politica. Tuttavia, le condizioni socio-economiche rimangono critiche, con la popolazione che lotta contro la povertà e l’insicurezza alimentare.

In Birmania, il colpo di stato del 2021 ha aggravato le già difficili condizioni economiche e sociali del paese. La repressione politica e le violazioni dei diritti umani hanno scatenato una crisi umanitaria, costringendo molte persone a cercare rifugio in paesi limitrofi.

Nella Repubblica Democratica del Congo, le conseguenze dei conflitti armati, dell’instabilità politica e delle sfide legate allo sfruttamento delle risorse naturali pesano sulle condizioni di vita della popolazione. La povertà, la mancanza di accesso ai servizi di base e le violazioni dei diritti umani sono tra le principali problematiche affrontate.

L’emergenza climatica e la siccità rappresentano ulteriori fattori critici che alimentano le migrazioni forzate, costringendo le persone a abbandonare le proprie abitazioni. Questa problematica si manifesta in diverse parti del mondo, dal Kenya alla Somalia, dall’Honduras allo Yemen. Secondo l’Unicef, oltre 700 milioni di bambini vivono in aree caratterizzate da gravi carenze d’acqua, evidenziando la necessità di interventi concreti per affrontare la crisi idrica su scala globale.

La situazione umanitaria critica nello Yemen e in Afghanistan, unita all’instabilità politica dei paesi dell’area del Sahel dopo i colpi di stato in Niger, Burkina Faso e Mali, aggraverà la difficile situazione, rendendo complicato l’arrivo di aiuti e spingendo ulteriormente le persone a cercare rifugio in altre regioni.

Per l’Europa, il 2024 porterà una significativa evoluzione con i ripetuti tentativi di esaminare le domande di asilo off-shore, come previsto dal piano che Roma ha concordato con Tirana. Nonostante la sospensione temporanea da parte dell’Albania, che ne valuta l’aderenza costituzionale, questa pratica solleva importanti questioni etiche e giuridiche. In questa prospettiva, l’accordo proposto dal premier britannico Rishi Sunak con il Ruanda, nonostante l’opposizione della corte suprema britannica, indica una tendenza che potrebbe coinvolgere paesi extraeuropei come la Georgia, il Ghana e la Moldova. Tuttavia, va sottolineato che esternalizzare la procedura di asilo solleva serie preoccupazioni in merito alle violazioni dei diritti umani, contravvenendo ai principi fondamentali sanciti dalle leggi europee.